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Nicola Ricciardi
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Consider the lobster. A very short story on Cattelan and Ferrari’s ‘Saluti da Rimini’

Lampoon Magazine
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Consider the lobster. It is forced to share the same billboard with that girl with dirty feet, who mocks its tail every day and keeps reminding the lobster of its inability to walk. I have no doubt that if it could, it would walk away without delay. Not necessarily to the sea— do you know what it’s like to be in Lido San Giuliano in July?—but maybe just to another billboard. Like the one at Arch of Augustus (or was it Tiberius Bridge?) where, on the contrary, stands a woman apparently happy as a clam. To be honest, considering who put her on the billboard, it is hard not to suspect a shade of black humor under those white teeth, it is almost impossible not to find a scatological reference in that amber liquid pouring. Maybe under her prudish dress she’s hiding a thong made of toothpaste just like her colleague in Castel Sismondo (or was it Piazzale Fellini?). Consider her as well: I have no doubt that she’ll be the most photographed and published, but imagine the itching! The very idea makes me consider almost pleasant the situation of the other fella covered with spaghetti. At least he’s dressed. He even seems at ease despite the scorn of the motorists passing under his feet: a carousel of cars full of umbrellas and beach chairs, performance anxiety and dreams of redemption. There is even a yellow BMW 2002tii full of beers—or at least covered with empty cans. But this one’s off the carousel: consider that it stands still like the lobster, about three meters from the ground. All things considered, I am happy to be here at this time. Greetings from Rimini.

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Considera l’aragosta, costretta com’è a condividere il cartellone con quella ragazza dai piedi sporchi, che prende in giro il suo ventaglio caudale e le ricorda ogni giorno dell’impossibilità di scendere a fare due passi. Potesse se ne andrebbe volentieri, non per forza al mare— hai presente Lido San Giuliano a luglio?—ma anche solo in un altro cartellone. Come quello all’Arco d’Augusto (o era il Ponte di Tiberio, non ricordo) dove al contrario c’è una ragazza all’apparenza così felice. Anche se, onestamente, considerando chi l’ha messa sul cartellone è difficile non sospettare un rigurgito grottesco dietro a quei denti bianchi, quasi impossibile non cercare un riferimento scatologico in quel liquido ambrato. Magari anche lei sotto il pudico vestito nasconde un perizoma di dentifricio, come la sua collega poco più in là, a Castel Sismondo (o era piazzale Fellini?). Considera anche lei: non dubito che sarà la più fotografata e pubblicata, ma immagina il prurito! La sola idea mi fa considerare quasi piacevole la situazione di quello ricoperto di spaghetti. Almeno lui è vestito. Anzi, sembra a suo agio nonostante lo scherno degli automobilisti che sfilano sotto di lui, ognuno col suo carico di ombrelloni e sedie da mare, di sogni di riscatto e ansie da prestazione. C’è persino una macchina carica di birra: una BMW 2002tii laccata di giallo e ricoperta di lattine. Questa però non sfila come le altre. Considera che è immobile come l’aragosta, a circa tre metri d’altezza. Ecco, considerato tutto, sono contento di essere qui in questo momento. Saluti da Rimini.

From: Lampoon Magazine